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Il CAI è un ente pubblico non economico di tipo associativo vigilato dal Ministero per i beni e delle attività culturali e del turismo; • con decreto del Ministro dell'ambiente del 20 febbraio 1987 il CAI, ai sensi dell'articolo 13 della Legge 8 luglio 1986,n. 349, è stato individuato quale associazione di protezione ambientale; • riconosce il valore dei processi educativi e formativi rivolti ai giovani; • si avvale della disponibilità di quasi 500 sezioni e circa 300 sottosezioni presenti sul territorio, nonché delle commissioni tecniche all'interno della struttura centrale (gli Organi tecnici centrali), per contribuire, secondo le rispettive competenze specifiche in materia, al perseguimento degli obiettivi e delle finalità istituzionali del Sodalizio; • dispone di 774 rifugi e bivacchi distribuiti sull'intero territorio nazionale; • contribuisce, tramite i propri soci volontari, al censimento e alla manutenzione della rete sentieristica e dei percorsi escursionistici su tutto il territorio nazionale; • dispone presso alcune sezioni di un patrimonio culturale, librario e documentale che richiede mantenimento e divulgazione. • nel conseguire le finalità istituzionali e statutarie, promuove, specialmente nei giovani, la frequentazione della montagna e la diffusione delle diverse forme di alpinismo, nonché l'educazione alla prevenzione degli infortuni e alla sicurezza; • tutela il paesaggio e il patrimonio culturale e sociale della montagna e delle popolazioni delle aree montane, adottando iniziative di formazione rivolte anche a giovani in età scolare, in materia di educazione alla solidarietà, alla conservazione dell'ambiente, alla conoscenza del territorio e della sua storia; • utilizza l'ambiente montano quale laboratorio naturale per avviare i giovani alla conoscenza delle risorse e degli equilibri dell'ecosistema, alla consapevolezza dell'esigenza di tutelare le forme delle biodiversità, alla riscoperta del rapporto uomo-ambiente, delle tradizionali attività dell'economia montana, della straordinaria ricchezza culturale delle popolazioni delle vallate della montagna e della necessità di tutela anche attraverso pratiche alternative di turismo sostenibile; • intende contribuire alla formazione dei docenti nella strutturazione di metodologie didattiche dedicate all'educazione motoria in ambiente, alla didattica dell'arrampicata, alla didattica multidisciplinare finalizzata alla conoscenza dell'ambiente montano e delle sue valenze, nonché avviare un'azione di ampia portata sul corretto modo di frequentarlo; • collabora con le scuole di ogni ordine e grado, nell'ambito dell'autonomia dei singoli istituti, con l'elaborazione di progetti interdisciplinari che, attraverso specifici percorsi didattici, si prefiggano di raggiungere obiettivi formativi mirati quali: saper cogliere gli aspetti del paesaggio e dell'ambiente montano, saper riconoscere, valorizzare, rispettare e tutelare la cultura delle popolazioni montane, sapersi muovere in progressiva autonomia in diversi contesti morfologici e spaziali, sviluppare un corretto approccio all'ambiente montano secondo i fondamentali principi di tutela della sicurezza, conoscere ed utilizzare gli strumenti tecnici essenziali idonei per frequentare la montagna, riscoprire il valore e il senso della propria identità attraverso il confronto tra esperienze culturali diverse; • mette a disposizione delle istituzioni scolastiche di secondo grado, nel rispetto dei principi e delle scelte di autonomia scolastica, le esperienze progettuali da applicare nel campo dell'alternanza scuola-lavoro, sviluppate direttamente o indirettamente, anche attraverso strutture formative e di ricerca collegate e ritenute strumentali per il potenzia mento della formazione continua dei lavoratori; • è interessata a favorire l'alternanza scuola-lavoro intesa come progetto formativo per le scuole volto a consolidare una metodologia dell'apprendimento fondata sul saper fare